Cammino per la strada, ultimo tra gli ultimi, aspetto di trovare il mio posto per terra,

nessuno mi guarda, nessuno mi parla, semplicemente non esisto.

Provo a scostare le mie stanche gambe dal pavimento, sono sporco, dormo fuori, sotto la pioggia o il caldo, vorrei soltanto avere la luce dentro, la forza di andare avanti.

Mi addormento dalla fame, anche se le gambe, mangiate dalla sporcizia, mi prudono dandomi il tormento.

Sento un tintinnio dentro di me, non è una moneta, sento avvicinarsi un uomo e mi desto.

L’uomo mi guarda, dritto, fisso negli occhi, non dice una parola, mi sta parlando con quello sguardo.

Quell’uomo mi vede.

Sono io quell’uomo

Stefano Foglia